Parli come badi

“Lo sguardo di chi governa deve pesare ciascuno dei beni da tutelare, deve custodire tutte le promesse di futuro, ma soprattutto deve sentire la responsabilità di evitare che vinca il caos, e che l’ardire utopico dei pensieri lunghi si pieghi alla disperazione di un presente immobile, quasi divorato dal suo passato”

Indovina l’autore:

1. Biscardi sotto trip di funghetti allucinogeni

2. Nichi Vendola che canticchia sotto la doccia

3. Giovanni Trapattoni in conferenza stampa pre-europeo

Unplugged in Hyde Park. And plugged it back in Dublin

Riassumo per i pochi che non sanno quello che è successo l’altra sera a Londra, Hyde Park: la in mezzo c’era Bruce Springsteen che suonava e alla fine del concerto sale sul palco niente di meno che Mr. Paul McCartney, che ovviamente non ha bisogno di presentazioni. Che succede? La storica jam viene interrotta con lo stacco della corrente da parte degli organizzatori nel bel mezzo di “Twist & Shout“, per lo sforamento dell’orario concordato. Roba più blasmefa delle vignette danesi su Maometto, oh.

Va bene, per far lasciare il palco a Springsteen e soci bisognerebbe picchiarli, ma cazzo, davvero siamo arrivati a questo punto? A parte che uno come McCartney potrebbe fare tutto quello che vuole, per ovvie, enormi ragioni,  a volte la stupidità umana è talmente ottusa da risultare inspiegabile. Sorvoliamo sulle reazioni di tutti, ovviamente su toni diversi (Little Stevie Van Zandt era il più incazzato). E sorvoliamo sulle patetiche spiegazioni degli organizzatori-staccatori di spine. Torniamo alla musica.

Ieri Bruce e la band hanno iniziato il concerto di Dublino in questo modo: esattamente da dove era stato interrotto (senza Macca, unfortunately)

Geniali. Che poi, hanno deciso di aggiungere la ciliegionissima sulla torta con quest’altra perla, altrettanto a proposito:

 

Che dire. Più Bobby Fuller style che Clash, ma sempre uno dei più bei pezzi rock ever written.

Hats off

21 COSE CHE NON SOPPORTO DEI SOCIAL NETWORK E DELLA RETE-CHE-TUTTI CI-SALVERÀ-E-CHE-NESSUNO-PUÒ-FERMARE

Ahem, sparo le prime cose che mi vengono in mente, sapendo benissimo che ne potrei aggiungere molte altre:

 

-         l’uso di Estiqazzi. È IL MALE

-         lo scrivere Caxxo invece di Cazzo. What difference does it make?

-         l’abuso di faccine/smileys. Se uno non capisce che si sta scherzando son cazzacci suoi

-         l’abuso di “cit.”. E delle citazioni in generale (quella inglese del secondo punto non vale, Moz è Moz)

-         Le continue richieste “vorrei aggiungerti al mio calendario compleanni” e vattelapesca. Avviso: i prossimi che lo fanno, oltre ad essere “eliminati” dal feisbuk, mi vedranno di persona a casa loro per prendere a martellate il loro pc

-         Le continue richieste di giochini vari, lucky slots, farmville, bla bla. Come sopra

- L’abuso dell’italianismo Faccialibro. Altro EVIL

-         L’abuso dell’americanismo “LOL”. Che comunque è molto meglio di eventuali faccine/smileys a profusione

-         L’abuso dell’altro americanismo “IMHO” (lo so, la H per molti è un mistero)

-         I milioni di link proveniente dall’orrida pagina “Sostenitori delle forze dell’ordine”, un gruppo di sciacalli quasi senza pari

-         Le foto indignate sul continuo massacro di: cani, uccelli, balene, tonni, delfíni, scarafaggi e tante altre specie a vostra scelta, con aggiunta dei continui appelli al boicottaggio eterno

-         I link provenienti da tali “Onore e rispetto”, “Capotavola è dove mi siedo io”, blabla bla. Ok ragazzi, siete duri e vi piace Scarface. Abbiamo capito

-         I link provenienti da pagine con richiami fascisti-mussoliniani. Fatevene una ragione, siete feccia e il grassone è finito appeso a testa in giù. Gnè

-         I milioni di link dei vari movimenti antiberlusconiani italiani, mondiali, venusiani, vialatteani. L’abbiamo capito, siete antiberlusconiani. Non c’è bisogno di ripetersi. E comunque aspettate almeno che ritorni al governo, tanto manca poco

-         Le citazioni continue di personaggi famosi con annesso nome finale tra parentesi, che fa molto drammatico, sbam!

-         Le foto dei parlamentari e dei cestini dei pc con il lemma “vorresti eliminare tutti?” Ha ha, fa ridere

-         Chi fa girare notizie improbabili senza neppure chiedersi se sia vero almeno un 10 per cento di quello riportato(vedi Hollande)

-         Quelli che postano link dove sta scritto “vediamo se qualcuno ha il coraggio di condividere”. Eh sì, che coraggio. Tipo un siriano che tenta di sopravvivere ad Homs

-         Quelli che postano qualunque cosa dove ci sia scritto “vediamo quanto resiste prima di essere censurato”. Ah, la censura. Tipo in Cina, ‘nsomma

-         I link provenienti dai vari “ci pisciano in testa e ci dicono che piove”, “informare per resistere”, “nocensura”. Ora e sempre resistenza. Non in montagna eh, ma dietro uno screen sicuramente proveniente da Foxconn

-         Chi posta link e video attendibilissimi (vedi ancora Hollande) sulle scie chimiche, biowashball, HAARP e altre menate varie. Dio è morto ragazzi, Marx e Jim Morrison pure, e McCartney si sente piuttosto bene, anche da scalzo

-         Beppe Grillo, a prescindere

Cucchiaio? Scavetto? Nooo, Panenka!

Abbiamo tutti visto il gran rigore di Andrea Pirlo, ieri sera. Il rischioso cucchiaio, o lo scavetto, come lo chiamava Totti. Forse non tutti sanno che quel modo di calciare un rigore ha una storia relativamente recente. E che dappertutto, compreso in Spagna, viene chiamato “il Panenka“. Come Antonin Panenka, cecoslovacco, il primo a tirare un rigore un quel modo, a Belgrado, nella finale degli Europei del 1976 contro la Germania (che perse, per una volta, ai rigori).

Pare che il buon Antonin iniziò a tirare in quel modo in allenamento, scommettendo diverse birre con il portiere. Lo testò qualche volta pure nel campionato cecoslovacco, ma trentacinque, quarant’anni fa non c’erano internet, youtube, le telecamere dappertutto. Con l’aggiunta del non trascurabile fatto che non era facilissimo sapere cosa succedeva nei paesi dell’allora blocco sovietico. Immaginatevi per le partite di calcio.

Comunque, quel beffardo e spavaldo rigore decisivo, che sconfisse i tedeschi di Sepp Maier, Beckenbauer e tanti altri, da allora divenne un’icona. Lo stesso Panenka, che in caso di figuraccia avrebbe rischiato magari i lavori forzati, divenne prigioniero di quel rigore. E il suo cognome passò a definire una sorta di un’opera d’arte. Tipo “un Picasso“. Toh, un Panenka.

Di più: ha pure dato il nome ad una rivista, ovviamente splendida, che parla di calcio. Panenka, appunto. Con baffoni d’ordinanza.

Di calcio, anticalcio e altre stronzate

Qualche illuminato crede che esista solo un modo di giocare a pallone. La mia squadra ha giocato un calcio tra i migliori di sempre, ma qualcuno parla di calcio per averne letto su Google, da lì vengono le loro scarse conoscenze calcistiche“.

Così parlò Josè Mourinho, qualche settimana fa, dopo aver vinto la Liga spagnola (e perso la semifinale di Champions League). Ora, conosciamo tutti il soggetto: insopportabile. Eppure, a parte qualche stronzata (un calcio tra i migliori di sempre: eccerto), qui il portoghese meno amato dai catalani ha ragione da vendere. E’ vero, stava giocando praticamente un campionato a due, eppure basta ricordare che il Real quest’anno ha fatto 100 punti, segnando la bellezza di 121 reti. Mica pizza e fichi. E qualcuno si ostina a dire che il Real Madrid gioca male. Di più: anticalcio! Mentre altri, di solito sponda madridista, affermano con sicurezza che il gioco di possesso palla del Barça è noioso e anticalcio, pure quello. Come no. Quando invece si tratta semplicemente di due modi per raggiungere uno stesso obiettivo: la vittoria.   Continua a leggere »

Blood Brothers

Le luci si spengono. Rimangono in due, in mezzo al palco. Uno inizia a suonare la sua armonica. L’altro lo accompagna con l’acustica. E d’improvviso torno indietro nel tempo. Tipo Lost. Ho una quindicina d’anni, è estate, in campagna, ad Alghero. Sono ancora magrissimo, capelli eighties col ciuffone, orrida canottiera bianca dentro i pantaloni marrone. Sono appoggiato alla portiera della macchina di mio cugino, ventitreenne. Le musicassette sono buttate alla rinfusa sui sedili. Con quel caldo la plastica si scioglie, cazzo. And the radio plays, ovviamente. Una canzone lunghissima. O meglio, un intro lunghissimo, con un tipo che suona la chitarra e parla, racconta. Racconta di quando aveva diciassette, diciotto anni. E aveva i capelli lunghi. E suo padre non lo sopportava proprio, per questo. E litigavano continuamente e lui scappava di casa. E d’estate era bello, con il caldo e tutti gli amici, la fuori. Ma d’inverno era un freddo cane, e lui si rifugiava in una cabina telefonica a parlare con la sua ragazza, tutta la notte. Ma poi tornava a casa, ecco. E il padre a sperare che l’esercito lo chiamasse, per farne un vero uomo. E in quei tempi si era in piena guerra, laggiù in Vietnam. E un sacco di ragazzi che lui conosceva erano finiti in quell’inferno e non erano tornati. Oppure tornarono, ma non erano più gli stessi. E poi andò a fare la visita medica per l’esercito, con i suoi amici, per tre giorni. E non lo presero e tornò a casa, dai suoi. E il padre che commentò: “That’s good“.    Continua a leggere »

22 uomini appresso ad un pallone per 120 minuti, rigori, e ovviamente alla fine vincono i tedeschi

Bayern in Finale, quindi. A Monaco. Lo so, il finale sembra scritto, eppure, come dimostrato appunto in queste semifinali, il calcio regala ancora sorprese meravigliose, ogni tanto. Quindi, non darei per spacciato il Chelsea, anzi. Vediamo. Poi, per il resto:

  1. Il calcio è spesso molto più democratico della realtà.
  2. Considerando andata e ritorno, il Bayern Monaco ha più che meritato di andare in finale.
  3. Toni Kross (classe ’90) è un gran bel giocatore. Una sorta di Pirlo più veloce e meno “brasiliano“, gran distributore di gioco, gran tecnica, fisico. Talmente bravo che Thomas Muller inizia spesso in panchina. Una sorpresa, malgrado il rigore sbagliato.   Continua a leggere »

Il declino del Barça

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Ieri pensavo di scrivere un pezzo sul declino del Barça. Lo giuro. Un pezzo ovviamente un poco paradossale, influenzato molto anche dalla lettura de Il Barça, di Sandro Modeo, che è uno dei migliori libri di calcio che abbia mai letto, senza esagerazioni. Poi, oggi il Real Madrid ha vinto meritatamente il Clásico e la Liga. Ok, non è che crolli il mondo, eh. Si affrontavano le due squadre più forti del mondo, mica Davide e Golia. Poi, magari il Barça passa martedì col Chelsea e pure va a vincere la Champions League, vai a sapere. Il calcio, questo meraviglioso sport che ancora resiste alla postmodernità distruttrice, alla sempre più grande invadenza delle televisioni, alla sua continua (in)evoluzione in senso troppo “fisico”, spesso regala sorprese ed emozioni, ancora oggi. Per fortuna. Eppure, malgrado questo dovesse capitare, la mia teoria è che il Barça di Guardiola, la squadra dominante dell’ultimo quinquiennio, il team da molti definito “il migliore della storia” (ecchepalle), l’ultima e spesso meravigliosa espressione dell’evoluzione del calcio totale, beh, è una squadra in declino.   Continua a leggere »

Il Nuovo Ordine Mondiale

A rigor di logica, stasera il Barça dovrebbe battere tranquillamente il Milan e tutti a casa. Ma spesso la logica fa a pugni con i capricciosi rimbalzi di un pallone. E capita pure che non sempre vinca il più forte. Per fortuna, aggiungerei.

Certo, è paradossale che adesso il Milan sia Davide, quando per decenni è sempre stato Golia. Le cose cambiano, e anche qui aggiungerei un bel “per fortuna”. Una inversione di ruoli che si è vista durante la partita di San Siro. Nella quale il Milan, zeppo di infortunati e comunque conscio dell’inferiorità rispetto alla squadra attualmente più forte del mondo, ha tentato semplicemente di sopravvivere, confidando in una partenza a razzo, qualche contropiede e magari un poco di fortuna. E confidando pure, ovviamente, in una giornata storta del Barça. Beh, per poco il colpo gli riusciva. Alla fine il Barça si è limitato al solito possesso palla (nessuna squadra riuscirebbe a tenere la palla contro questi per più del 50% del tempo, nessuna), ma stavolta nella sua versione più stucchevole ed inoffensiva.  Continua a leggere »

Lionel Messi: best ever?

 Come tutti sanno, un paio di giorni fa Leo Messi ha battuto l’ ennesimo record, segnando la bellezza di 5 gol (tre dei quali bellissimi) ai malcapitati tedeschi del Bayer Leverkusen. Va bene, non stiamo parlando mica del Real Madrid. Eppure, si tratta della terza in classifica nella Bundesliga. Poi, possiamo filosofeggiare a lungo sul valore della Bundesliga a livello europeo e sullo strapotere di Barça e Madrid che è dovuto a tanti motivi. Ma chissenefrega. Anche Van Basten calò il poker contro il Goteborg, mica contro l’Ajax di Cruiyff. Continua a leggere »

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